Aspri rilievi che sembrano innalzarsi direttamente dal mare, celando impervi fiordi, spiagge bianche dall’aspetto caraibico e un numero infinito di laghi: benvenuti alle isole Lofoten, un arcipelago all’estremo nord della Norvegia considerato un vero e proprio paradiso per gli amanti dell’escursionismo.
Fare trekking alle isole Lofoten è un’esperienza estremamente appagante: che sia un semplice sentiero sulla costa, su una spiaggia o che sia una vetta panoramica, saremo sempre immersi in un paesaggio alpino, che da noi si può trovare dai 2000 metri di quota in su, ma che su queste isole incontriamo già poco sopra il livello del mare. I panorami spettacolari, il mare verde smeraldo e la luce avvolgente del sole di mezzanotte ci accompagneranno durante le escursioni.

Prima di vedere insieme quali sono i migliori trekking alle isole Lofoten, lascio di seguito alcune informazioni preliminari e consigli sul territorio e su come organizzare le vostre escursioni.
Escursioni isole Lofoten: informazioni e consigli

Questo magico arcipelago nasconde una miriade di sentieri, parzialmente o interamente accessibili a seconda della stagione. Dal tardo autunno alla primavera inoltrata, la neve rende inaccessibile la maggior parte dei percorsi, mentre l’estate è il periodo dove l’entroterra lofoteniano risulta pienamente esplorabile. Un altro vantaggio dell’estate è che, durante il periodo del sole di mezzanotte, il sole non tramonta mai, permettendo potenzialmente di fare escursioni a qualsiasi ora del giorno. Durante questo periodo, che va all’incirca dal 25 maggio al 18 luglio, la luce continua dona alla flora una scarica di energia e uno sviluppo rapido e rigoglioso.
Nonostante si trovino oltre il Circolo Polare Artico, il clima delle Lofoten è piuttosto mite: questo è dovuto all’azione della corrente del Golfo, che porta acqua oceanica calda fino alle latitudini settentrionali. Infatti, la temperatura durante l’estate si mantiene spesso attorno ai 20 – 25 gradi, che unita all’alta pressione artica, garantisce un buon numero di giornate soleggiate. Il clima alle Lofoten rimane comunque estremamente variabile, e le piogge si fanno spesso sentire. Per questo motivo è piuttosto comune trovare sentieri in condizioni fangose, a cui dobbiamo fare attenzione soprattutto se stiamo affrontando una salita o una discesa. Spesso, soprattutto nelle zone paludose o nei pressi dei laghi, sono presenti delle tavole di legno per facilitare l’attraversamento, così come tratti attrezzati con catene sui rilievi, per agevolare la salita.

Al contrario di quanto avviene sulle nostre Alpi, la segnaletica sui sentieri è piuttosto rara, mentre sono totalmente inesistenti i segnavia sui massi o gli ometti. Per questo utilizzare le cartine o i tracciati GPS è estremamente consigliato.
Viaggio trekking alle isole Lofoten
Organizzare un viaggio trekking alle isole Lofoten non è certo un’impresa, ma richiede un’attenta pianificazione del viaggio, degli alloggi e una scelta preliminare delle escursioni che si intendono affrontare, con un occhio di riguardo al fattore meteo che può essere imprevedibile. I villaggi delle Lofoten offrono molti alloggi, e con un’auto presa a noleggio possiamo girare e spostarci in libertà; gli autobus di linea possono rappresentare una valida alternativa, anche se bisogna fare attenzione agli orari e spesso non sono puntuali.

Esistono anche molti enti che organizzano trekking alle isole Lofoten: oltre al vantaggio di avere una guida professionista che vi guiderà alla scoperta del territorio, un viaggio di gruppo può rappresentare un ottimo compromesso economico per visitare un paese notoriamente costoso come la Norvegia.
Personalmente, mi sento di consigliare il viaggio trekking alle Lofoten con Trekkilandia, a cui ho partecipato nel 2025. Le escursioni proposte non si limitano a quelle più famose, ma includono itinerari originali e spesso lontani dal turismo di massa, che fanno respirare la vera essenza delle Lofoten. Gli alloggi tipici e le cene in condivisione e il costo contenuto sono altri punti di forza di questo tour. Se vuoi approfondire, visita la pagina dedicata al viaggio alle Lofoten con Trekkilandia.
Veniamo ora alla parte più interessante: ecco quali sono i migliori trekking alle Lofoten che mi sento di consigliare in base alla mia esperienza.
I migliori trekking alle isole Lofoten
1. Reinebringen

Il Reinebringen è il rilievo più vicino al paese di Reine, dall’aspetto aguzzo e slanciato proprio come la maggior parte delle cime delle Lofoten. Alta 484 metri, non è certo una delle montagne più elevate, ma è molto nota per offrire uno tra i più spettacolari panorami dell’arcipelago.

La popolarità del Reinebringen ha portato negli ultimi anni a una costante crescita dell’afflusso di escursionisti: per salvaguardarlo dagli inevitabili danneggiamenti, nel 2016 le autorità norvegesi hanno chiuso temporaneamente il sentiero. In seguito, per facilitare la scalata e ridurre l’erosione, si decise di metterlo in sicurezza con la costruzione di una scalinata. I gradini in pietra che oggi permettono di guadagnare la vetta sono stati posati tra il 2016 e il 2021 con il contributo degli Sherpa nepalesi (non nuovi a questo tipo di collaborazioni in Norvegia).
Il punto di inizio del Reinebringen si trova lungo la strada E10, ben segnalato: si può raggiungere tranquillamente dal centro di Reine, da cui dista 1 km, seguendo il percorso pedonale, oppure, se si è in macchina, partendo dal parcheggio a pagamento appena fuori dal paese.

Il villaggio di Reine visto dalla strada che porta al Reinebringen
Il percorso, anche se facilitato dalla presenza della scalinata, non è da sottovalutare: ben 1978 gradini ci separano dalla vetta. La salita è ripida e piuttosto impegnativa, e i gradini sono spesso irregolari con altezza variabile. Lungo il tragitto si trovano panchine o muretti su cui ci si può sedere per riprendere fiato e godersi il panorama, che diventa sempre più bello man mano che si sale. Con un buon allenamento, la salita fino alla vetta è fattibile in circa 1 ora, ed altrettanto sarà il tempo necessario per la discesa.


Arrivati alla fine della scalinata, si apre un primo meraviglioso panorama sulle montagne di Moskenesøya, sui fiordi e sui villaggi di Reine e Hamnøy. Per raggiungere la vetta vera e propria del Reinebringen occorre proseguire per altri 10 minuti, su sentiero sterrato un po’ esposto: dalla vetta la vista, che ora include anche il lago Reinevatnet sottostante, sarà ancora più ampia e appagante.
2. Festvågtind

Uno dei trekking più conosciuti nell’isola di Austvågøy, la più grande dell’arcipelago delle Lofoten. Il Festvågtind è una aguzza cima montuosa di 541 metri a strapiombo sul mare: la sua popolarità è in gran parte dovuta al fatto che si trova subito fuori dal frequentato villaggio di Henningsvaer, e può essere scalata partendo comodamente dal paesino stesso. Henningsvaer, come quasi tutti i centri abitati delle Lofoten, era in origine un villaggio di pescatori. Oggi è una delle località più rinomate e fotografate dell’arcipelago, e viene spesso soprannominata “la Venezia del nord” in quanto si sviluppa interamente su isolotti collegati tra loro tramite ponti.


Henningsvaer vista dal lago Heiavatnet
Affrontare il trekking al Festvågtind non è certo impossibile, ma richiede la massima concentrazione a causa del terreno instabile e soggetto ad erosione, in particolare se reso umido dalle piogge.
Partendo da Henningsvaer percorriamo la strada asfaltata che esce dal paese, molto panoramica, superando i due caratteristici ponti e proseguendo fino al punto di inizio dell’escursione. Se si arriva in macchina, vi sono 3 parcheggi nelle vicinanze, di cui uno a pagamento. L’inizio del sentiero, ben segnalato, si trova nei pressi delle rovine di un vecchio bacino idrico in disuso: noterete infatti dei muretti cementati emergere dalla vegetazione. Si parte superando alcuni grandi massi, arrampicandosi se necessario. Proseguiamo prima su sfasciumi, poi su sentiero più battuto; in una buona mezz’ora di salita arriviamo al pianoro che ospita il lago Heiavatnet (190 m): un ottimo punto per fare una pausa e per godere di un primo panorama su Henningsvaer. I dintorni del lago sono inoltre pieni di sentieri molto interessanti da esplorare.



Sulle sponde di Heiavatnet

Punto panoramico nei dintorni del lago
Esiste anche un percorso più diretto, spostato verso sinistra, che porta direttamente alla vetta, anche se la sosta al pianoro del lago Heiavatnet è altamente consigliata sia per il paesaggio che per spezzare la salita.
Per proseguire verso la vetta si risale lungo i ghiaioni di roccia, ben visibili dal lago. Questo tratto è ancora più ripido e impegnativo rispetto al precedente, ma il panorama dalla cima ripagherà di tutta la fatica: se la giornata è limpida la vista abbraccia, oltre al paese di Henningsvaer, i fiordi, le cime delle Lofoten e persino, in lontananza, la costa della Norvegia. La discesa, da effettuarsi sempre con la massima cautela, avviene seguendo il medesimo percorso.

Salita alla vetta immersi nella nebbia, frequente alle Lofoten

Panorama sulle Lofoten in una giornata soleggiata. Photo credits: Asbjørn Floden via Creative Commons
3. Tuva – Blåtinden – Jomfruntindan

Appena fuori da Svolvaer, uno dei maggiori centri delle Lofoten, sorgono alcune cime montuose molto panoramiche e raggiungibili senza troppo sforzo. Tra di esse spiccano i monti Tuva, Blåtinden e Jomfruntindan, tutti vicini tra di loro e potenzialmente raggiungibili nel corso di un’unica escursione. A seconda di quante vette si decide di scalare, il dislivello può variare da a 450 m a 650 m mentre la lunghezza del percorso varia da 4 a 7 km. Per completare l’escursione, considerate un tempo variabile da 3 a 5 ore.
Il punto di partenza di questa escursione si trova presso il quartiere Knutmarka, alla periferia nord di di Svolvær. Se alloggiate in città può essere raggiunto a piedi in una buona mezz’ora partendo dal centro, oppure in pochi minuti in auto. Dopo una salita lungo una strada chiamata Vannverksbakken, troverete un grande cartello in legno con le indicazioni per Tuva – Blåtinden: è il punto di partenza del nostro trekking alle isole Lofoten.

Il primo tratto inizia con una pendenza moderata attraverso il bosco; camminiamo immersi tra cespugli di mirtilli e superiamo un breve tratto attrezzato con catene, seguendo la traccia in terra battuta che si alterna ad affioramenti granitici. Dopo circa 20-30 minuti raggiungiamo il lago Grønnåsvatnet. Il sentiero prosegue lungo la riva sinistra del lago, con passerelle in legno che facilitano l’attraversamento dei tratti fangosi. Lasciato alle spalle il lago ricomincia la salita, più ripida e accidentata, con tratti rocciosi e fangosi. Dopo circa 1 ora, ecco che la vista si apre rivelando un piccolo laghetto alla nostra sinistra, mentre davanti a noi si erge un altopiano incastonato tra le tre cime del Tuva, del Blåtinden e del Jomfruntindan. L’altopiano ospita il vasto lago balneabile Tuvvatnet.



Il lago Tuvvatnet visto dal Jomfruntindan
Per guadagnare la cima del Blåtinden (621 m), più lunga ed impegnativa, si svolta a destra. Proseguendo dritto e successivamente a sinistra, si percorre invece la stretta cresta montuosa che conduce alla vetta del Tuva (477 m). Da entrambe le cime il panorama è spettacolare: spiccano le città di Svolvaer, Skrova, Kabelvåg, Vågakallen e, se la giornata è limpida, è ben visibile la costa norvegese in lontananza.

Se si vuole proseguire, una volta ridiscesi dal Tuva si può percorrere il sentiero che attraversa l’altopiano, costeggiando il Tuvvatnet, per poi procedere a mezza costa verso la cima del Jomfruntindan (585 m): da questa cima il panorama si apre verso est, offrendo una meravigliosa vista sulle cime dell’isola di Austvågsøya e su numerosi fiordi.


Il rientro avviene lungo la medesima strada, prestando attenzione alla discesa.
4. Munken

Il trekking al Monte Munken (775 m) regala uno dei più memorabili panorami sulle Lofoten: dalla vetta di questa alta montagna delle Lofoten occidentali si possono vedere cime montuose a perdita d’occhio, spezzate da fiordi, laghi e rari insediamenti umani.


Partendo da Sørvågen, seguiamo un sentiero ben visibile e ben segnalato. Il percorso, nella sua prima parte, costeggia alcuni laghi alternando tratti pianeggianti a strappi in salita più o meno brevi; si raggiunge quindi un primo altopiano, per poi affrontare il tratto finale che porta alla panoramicissima cima del Munken.
Per approfondire, leggi l’articolo dedicato al trekking al monte Munken.




