C’è un tranquillo angolo della Val d’Ayas che il turismo di massa non ha ancora scoperto. Un angolo di montagna che custodisce due laghi alpini di rara bellezza: sto parlando dei laghi di Frudière, due gemme celate in un ambiente selvaggio e incontaminato, che sembrano fatte apposta per chi cerca la montagna più autentica.

Il trekking ai laghi di Frudière si snoda lungo il vallone di Graines, un angolo ancora incontaminato della più ampia Val d’Ayas. Nonostante la vicinanza a Brusson, questa zona resta sorprendentemente isolata e lontana dai circuiti più battuti. È probabilmente proprio questa autenticità ad aver conquistato lo scrittore Paolo Cognetti, che ha scelto proprio la valle di Graines come ambientazione del suo romanzo “Le otto montagne”. Questi stessi luoghi tornano protagonisti anche nell’omonimo film del 2022, premiato al Festival di Cannes: e allora, cosa c’è di meglio che camminare tra i paesaggi diventati set di un successo internazionale?
Scopriamo insieme tutti i dettagli di questa escursione ai laghi di Frudière, in Val d’Ayas.
Trekking ai laghi di Frudière: partenza da Graines
Il punto di partenza obbligato è il paese di Graines, un grazioso borgo montano a pochi chilometri da Brusson. Non si tratta di un borgo qualunque: qui si svolgono molte delle vicende narrate ne “Le otto montagne”, dove viene chiamato Grana. Anche molte scene del film sono state girate qui, in particolare nella vecchia scuola del paese, oggi trasformata in un piccolo museo.
Graines si può raggiungere in auto da Verrès seguendo la strada della Val d’Ayas in direzione Brusson. Poco dopo l’abitato di Arcesaz si svolta a destra, imboccando la strada a tornanti che risale il vallone di Graines. Poco prima di arrivare, ecco stagliarsi l’imponente mole del castello di Graines: si tratta dei resti di una rocca medievale, arroccata su un’alta rupe che domina tutta la zona, oggi liberamente visitabile.

La rocca del castello di Graines vista dal borgo
Arrivati a Graines, abbiamo diversi punti per parcheggiare l’auto: si può lasciare negli spiazzi del paese oppure proseguire lungo la strada, oltre il caseggiato, fino al punto in cui l’asfalto lascia il posto al terreno battuto. Chi ha un fuoristrada o un’auto con una buona altezza da terra può spingersi ancora un po’ oltre lungo la strada poderale, fino a un ampio spiazzo adibito a parcheggio: un modo per risparmiarsi circa un chilometro e mezzo di cammino.

Sentiero nel vallone e arrivo al primo lago
Da Graines si segue la strada poderale per circa un chilometro e mezzo, fino al primo ponte sul torrente: qui, come anticipato, si trova l’ampio parcheggio che permette di accorciare di poco il percorso. Superato il ponte, imbocchiamo il sentiero che si addentra nel bosco fino agli alpeggi di Charbonnière, dove ritroviamo la strada poderale, da seguire per altri due chilometri, costeggiando sempre il torrente di Graines.

A un certo punto la strada viene interrotta da una sbarra, con tanto di cartello di proprietà privata: non preoccupiamoci e passiamo poco oltre, scoprendo che subito sulla sinistra vi è un ponte. È qui che compaiono finalmente le prime indicazioni per i laghi di Frudière (1h 20m). Si attraversa il ponte e, al bivio, si prende il sentiero di sinistra, che poco dopo si allarga in una strada ciottolata, procedendo in salita.


Attraversiamo la distesa erbosa dell’alpeggio di Frudière, mentre il panorama comincia ad aprirsi sulle cime circostanti. Si dovrà ora superare un’enorme frana, staccatasi nel 2013, percorrendo un nuovo sentiero tracciato appositamente per aggirarla. Per un breve tratto il percorso scende, spiazzando un po’ l’intuito che vorrebbe continuare in salita: niente panico, è solo una piccola depressione dovuta proprio alla frana.


Dopo aver guadato un paio di torrenti, il sentiero torna a salire, inerpicandosi per un’altra mezz’ora tra larici, cespugli di rododendro e un sottobosco di lamponi e mirtilli.

Finalmente arriviamo nei pressi del primo lago: si costeggia un piccolo bacino, minuto ma già suggestivo, e si raggiunge il lago di Frudière inferiore. Grande, maestoso, incorniciato da pareti rocciose: anche questo lago compare nel film “Le otto montagne”, ed è una delle ambientazioni più suggestive dell’intera pellicola, frequentata dai due protagonisti sia da bambini che da adulti.

Lo stagno situato appena prima del lago inferiore


Lo splendido lago inferiore
Lago superiore, colle di Frudière e ritorno
Continuiamo il nostro trekking verso il lago superiore e l’omonimo colle, tenendo la destra rispetto allo specchio d’acqua e affrontando i circa 200 metri di dislivello che separano dal valico. La salita è ardua, ma non eccessivamente, e regala una bella vista dall’alto sul lago inferiore.

In una buona mezz’ora guadagniamo il pianoro dove si adagia il lago superiore: più piccolo del primo, ma non meno bello. Il laghetto sorge ai piedi del monte Taf (2523 m), in uno scenario roccioso segnato dalle continue frane che si staccano dalla montagna.


Poco oltre il lago si raggiunge infine il colle di Frudière, da cui si apre un panorama meraviglioso sulla valle di Gressoney (valle del Lys), rimasta fino a questo momento nascosta alla vista.


Qui il trekking ai laghi di Frudière può considerarsi concluso; chi invece volesse spingersi oltre può continuare fino al monte Taf, da cui si gode una vista aerea straordinaria: da un lato i due laghi, dall’altro la valle di Gressoney. Un consiglio, però: sia in salita che in discesa dal Taf conviene procedere con molta attenzione, perché il sentiero è ripido e piuttosto sdrucciolevole a causa del pietrisco e delle roccette accatastate che rendono il percorso poco stabile.
Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso dell’andata: si ripercorrono i propri passi scendendo a valle, fino a ritrovare l’auto lasciata all’inizio dell’escursione.
Cosa vedere nei dintorni
Terminata l’escursione, se resta un po’ di tempo, vale davvero la pena fare tappa al castello di Graines: si trova proprio lungo la strada per il paese, arroccato su un’altura che lo rende particolarmente scenografico. È un castello medievale ormai in rovina, di cui restano comunque buona parte della cinta muraria, la torre e la cappella. Dalla rupe su cui sorgono le rovine si gode di una vista splendida su Brusson e su gran parte della Val d’Ayas.



Panorama su Brusson e sulla Val d’Ayas visti dal castello
La stessa Brusson, nota località sciistica d’inverno ed escursionistica d’estate, si trova ad appena dieci minuti d’auto: un’ottima occasione per completare la giornata con un’ultima tappa.


